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Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco - Dipartimento dei Vigili del Fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile

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Nucleare Radiologico


Negli anni 60, la "guerra fredda" e la conseguente proliferazione di esperimenti con ordigni atomici, ma anche l'avvio dell'utilizzazione a fini pacifici dell'energia nucleare sviluppano in Italia una coscienza intesa a preservare la popolazione da questa nuova fonte di rischio. Risale infatti proprio a quegli anni la Legge n. 469 del 13 maggio 1961, "Ordinamento dei servizi antincendi e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e stato giuridico e trattamento economico del personale dei sottufficiali, vigili scelti e vigili del Corpo nazionale dei vigili del fuoco", che, all'articolo 1, cita testualmente:
Sono attribuiti al Ministero dell'interno:

  • i servizi di prevenzione ed estinzione degli incendi e, in genere, i servizi tecnici per la tutela della incolumità delle persone e la preservazione dei beni, anche dai pericoli, derivanti dall'impiego dell'energia nucleare.

Tale attribuzione comporta l'intervento del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in tutti quei casi in cui si presenti un qualche pericolo alla salute dei cittadini o alla sicurezza dei loro beni a seguito della presenza di radiazioni ionizzanti che possono essere originate da sorgenti fissili, da materiali radioattivi, da macchine radiogene ed anche dalla conseguenza di esplosioni di ordigni atomici (radiazioni diretta, fall-out, ecc.). Ai Vigili del Fuoco, peraltro, spetta solo l'intervento di soccorso tecnico urgente essendo demandati ad altri compiti di gestione post-emergenza.
Il Corpo Nazionale si adegua alle nuove funzioni attribuite: nascono così i "radiometristi", coloro che con adeguate, per l'epoca, attrezzature e protezioni intervengono nei casi di interventi con sospetta presenza di materiale radioattivo e, nell'ambito del Centro Studi ed Esperienze, prende avvio il Laboratorio di Difesa Atomica, tutt'ora esistente, deputato alla risoluzione di tutte le problematiche connesse alla radioattività nel settore operativo del Corpo Nazionale, in particolare approfondisce tematiche legate alla ricerca, alla sperimentazione finalizzando parte delle attività al controllo e taratura degli strumenti in carico alle squadre radiometriche dei Comandi Provinciali.
Il Laboratorio di Difesa Atomica si è sempre più specializzato nei compiti e funzioni attribuiti pervenendo, per esempio, ad eseguire misure ambientali su matrici diverse (aria, acqua, alimenti e terreno) con la finalità di individuare eventuali presenze indebite di radionuclidi con sistemi ad alta tecnologia, ed acquisendo una notevole esperienza dimostratasi particolarmente significativa ed opportuna in occasione degli incidenti avvenuti negli ultimi anni a partire dall'incidente di Chernobyl, allorquando è stato messo a punto un sistema di rilevazione aerea dopo lunghe sperimentazioni, basato su metodi spettrometrici, che ha consentito il tracciamento di mappe di contaminazioni in aria direttamente rilevate con diversi voli effettuati su gran parte del territorio nazionale.
I successivi provvedimenti normativi, relativi alla riorganizzazione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco hanno sempre confermato l'attivo ruolo dei Vigili del Fuoco nel settore nucleare, tant'è che il Decreto Legislativo 8 marzo 2006, n. 139 "Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell'articolo 11 della legge 29 luglio 2003, n. 229" conferma il ruolo del Corpo Nazionale nel fronteggiare il rischio Nucleare-Radiologico, nell'ambito degli interventi tecnici di soccorso pubblico, quando ricomprende al comma 2 dell'articolo 4 nel quadro generale de "l'opera tecnica di contrasto dei rischi derivanti dall'impiego dell'energia nucleare e dall'uso di sostanze batteriologiche, chimiche e radiologiche" (rischio NBCR).
In materia di difesa civile, al comma 5 del citato articolo 4, viene inoltre stabilito che il Corpo Nazionale, nell'ambito delle proprie competenze istituzionali, "fronteggia, anche in relazione alla situazione internazionale, mediante presidi sul territorio, i rischi non convenzionali derivanti da eventuali atti criminosi compiuti in danno di persone o beni, con l'uso di armi nucleari, batteriologiche, chimiche e radiologiche".
Si rammenta, infine, la Direttiva P.C.M. 6 aprile 2006 "Direttiva per il coordinamento delle iniziative e delle misure finalizzate a disciplinare gli interventi di soccorso e di assistenza alla popolazione in occasione di incidenti stradali, ferroviari, aerei ed in mare, di esplosioni e crolli di strutture e di incidenti con presenza di sostanze pericolose" che prevede in caso di incidenti con presenza di sostanze pericolose quale direttore tecnico dei soccorsi, da individuare fin dai primi momenti dell'emergenza, il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, o suo sostituto presente sul luogo dell'incidente.
La successione dei provvedimenti normativi ha condotto ad una configurazione attuale, non ancora definitiva, che concentra in una specifica Area della Direzione Centrale per l'Emergenza ed il Soccorso Tecnico, denominata "Controllo dell'energia nucleare e dell'uso pacifico dell'energia nucleare - Dosimetria", compiti e funzioni, prima assicurate dall'ex Laboratorio di Difesa Atomica, dall'Ispettorato per gli insediamenti civili, industriali, e dal soccorso tecnico operato in ambito NR, e prevalentemente rivolte all'organizzazione ed al coordinamento ricomprendendo, tra le altre, anche le attività finalizzate all'iter autorizzativo connesso all'impiego dell'energia atomica di cui alla Legge n. 230/1995 e s.m.i..
Sono, invece, delegate alle strutture territoriali le gestioni degli interventi coinvolgenti sostanze radioattive: tutte le squadre operative hanno infatti conoscenze e strumentazioni, cosiddette "di base", finalizzate esclusivamente all'individuazione della eventuale presenza di sostanze radioattive ed alla "autoprotezione"; allorquando il caso lo richiede subentrano altre squadre, opportunamente formate e dotate di strumentazione più accurata, così da assicurare un efficace e tempestiva soluzione degli interventi. Tali squadre più specialistiche sono uniformemente dislocate sul territorio nazionale così da assicurare, come già detto, il tempestivo intervento per scenari in ambito NR e sono altresì presenti in quei territori che storicamente hanno un maggior rischio per la presenza di vecchie centrali nucleari, impianti e/o depositi nucleari.
Per quanto riguarda l'impiego industriale e sanitario dell'energia nucleare, la legge quadro nel settore (D.Lgs 230 del 17/03/1995 successivamente più volte modificato ed integrato) enumera una serie di specifiche competenze del Ministero dell'Interno e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, diverse da quelle fin qui enunciate e relative ai soli aspetti di contrasto agli interventi coinvolgenti materiale NR, rivolte alle autorizzazioni per l'impiego ed il trasporto di sostanze radioattive, all'esercizio di impianti nucleari e laboratori, ai piani di emergenza nucleare esterna nonchè nell'ambito del monitoraggio della radioattività. Con riferimento a quest'ultimo aspetto, l'articolo 104 "Controllo sulla radioattività ambientale", del Decreto Legislativo n. 230 del 1995 "Attuazione delle direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 2006/117/Euratom in materia di radiazioni ionizzanti e 2009/71/Euratom, in materia di sicurezza nucleare degli impianti nucleari" affida ai Ministeri dell'Ambiente e della Sanità rispettivamente il controllo sulla radioattività ambientale e sugli alimenti, lasciando all'ANPA le funzioni di coordinamento tecnico, ma stabilisce che la rete di allarme gestita dal Ministero dell'Interno ai sensi della legge 469/61, concorra autonomamente al sistema di reti nazionali.


Impiego delle sostanze radioattive.Sebbene in Italia da tanti anni ormai le centrali nucleari siano inattive, permane un rischio di incidenti con presenza di sostanze radioattive in relazione all'uso di queste nell'industria e nella medicina ed alle corrispondenti attività di trasporto, detenzione, impiego di sorgenti radioattive; a ciò si aggiungono i potenziali pericoli derivanti dalla gestione dei rifiuti radioattivi in Italia, dalla imminente dismissione (smantellamento) degli impianti nucleari, dalla possibilità che incidenti ad impianti nucleari oltre frontiera abbiano ripercussioni sul territorio nazionale, da possibili incidenti a sommergibili (e altri natanti) a propulsione nucleare o a satelliti con sorgenti radioattive, da traffici illeciti di sostanze radioattive ed infine da altre attività nucleari non note a priori tra cui il rinvenimento di sorgenti radioattive orfane. In questo panorama, peraltro non allarmante, il ruolo delle squadre di soccorso dei vigili del fuoco appare attuale.


Flusso delle comunicazioni dei dati forniti dalle stazioni di rilevamento ai centri di raccolta nazionali.Il numero di interventi in presenza di radioattività che le squadre del C.N.VV.F. sono chiamate a svolgere è piuttosto modesto; se ciò dal un lato risulta tranquillizzante, appare anche evidente quanto sia difficile acquisire in questo settore un'esperienza operativa durante l'ordinaria attività di soccorso, sicchè emerge, in questo campo più che in altri, l'importanza dei momenti formativi.
Il C.N.VV.F. gestisce una rete "fissa" di rilevamento automatica della ricaduta radioattiva, attiva con continuità nell'arco dell'intera giornata su tutto il territorio nazionale con 1236 stazioni, in grado di rivelare anomala presenza di radioisotopi artificiali.


Dettaglio delle comunicazioni dei dati forniti dalle stazioni di rilevamento ai centri di raccolta in ambito regionale.Tali stazioni sono situate ai nodi di una maglia in modo da ricoprire tutto il territorio nazionale e fanno capo alla centrale d'allarme sempre presidiata.


Automezzi utilizzati per il rilevamento Nucleare Radiologico.Per fronteggiare emissioni radioattive o sotto forma d'irraggiamento o contaminazione, il Corpo Nazionale è dotato di diversi laboratori mobili per eseguire misure e controlli più sofisticati circa la natura delle radiazioni. Con cadenza settimanale, in tutti i Comandi, il monitoraggio dell'ambiente è integrato attraverso un campionamento dell'aria, condotto con sistemi di aspirazione "mobili", che consentono di evidenziare la presenza di livelli anomali di radioisotopi artificiali in aria. In entrambi i casi è necessaria una successiva indagine, con intervento di squadre NR che mediante spettrometri individuano gli eventuali radioisotopi coinvolti.


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