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Sabato, 31 luglio 2010

Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco - Dipartimento dei Vigili del Fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile

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Il Terremoto

La scossa o vibrazione rapida ed improvvisa della crosta terrestre è spesso un fatto drammatico che colpisce nel profondo le persone e le cose e, pur se oggi ancora non è possibile prevedere tali fenomeni, molto si è fatto per limitarne i danni, attraverso la conoscenza della sismicità storica ed alla conseguente mitigazione degli effetti con opere di prevenzione.
Il territorio nazionale è stato classificato in tre categorie sismiche, determinate sulla scorta della frequenza ed intensità storica dei terremoti, che corrispondono a livelli crescenti di protezione per le costruzioni che, costruite od adeguate secondo le norme antisismiche possono così resistere maggiormente e con più efficacia anche scosse di forte intensità.
Tecnicamente il terremoto è una serie di vibrazioni prodotte nella crosta terreste in seguito alla rapida liberazione di energia accumulata nelle rocce.
Le vibrazioni possono avere diversi gradi d’intensità a volte appena percettibili, in altri casi, invece, estremamente distruttive.
L’energia accumulata si propaga con diversi tipi di onde (onde sismiche):
1) onde primarie (in modo concentrico con velocità 5¸10 km/sec) ondulatorie-effetti di taglio;
2) onde secondarie (vibrazioni perpendicolari velocità 4¸km/sec) sussultorie-effetti di compressione;
3) onde terziarie (originate dalle primarie o dalle secondarie al loro arrivo in superficie velocità 3 km/sec)

I fenomeni sismici possono essere:
1) Vulcanici (legati alla presenza di vulcani e dalla loro attività)
2) Locali o di franamento (originati dal crollo di cavità sotterranee)
3) Tettonici (causati dal movimento delle zolle – i più frequenti)

Le scosse sismiche sono l’effetto superficiale del terremoto e durano anche decine di secondi.
Vengono registrate dai sismografi
Stazioni sismiche che registrano continuamente terremoti determinando i sismogrammi che hanno: 
1) fase iniziale (tremiti preliminari)
2) fase principale (fase onde lunghe)

Può essere misurato con due sistemi:
1) in base all’intensità: scala Mercalli
2) in base alla magnitudo: scala Richter Kanamo

Scala Mercalli: XII gradi riferiti all’entità dei danni provocati dal sisma misurandone l’intensità.
Scala Richter: 8 e oltre gradi di magnitudo e misura l’energia rilasciata all’ipocentro di un terremoto.

Ogni anno
Circa 50.000 terremoti tra 3 e 4 di magnitudo 
Circa 800 terremoti tra 5 e 6 di magnitudo
Circa 1 terremoti tra 8 e 9 di magnitudo

IPOCENTRO: luogo più o meno profondo dove di è verificata la frattura della roccia che da che da’ origine al terremoto.
EPICENTRO: luogo della superficie terrestre che si trova immediatamente sopra  l’ipocentro e rappresenta la zona più colpita dal terremoto.

Terremoti a seconda dell’ipocentro
1) Superficiale (0¸60 km)
2) Intermedio (60¸300 km)
3) Profondo (>300 km)

Se l'epicentro è nel mezzo al mare allora si avrà come risultato un maremoto (chiamato anche tsunami). Molti di questi sono provocati da un improvviso movimento verticale del fondo del mare, il quale provoca delle onde sulla superficie molto grosse che possono viaggiare ad una velocità dai 500 ai 1000 Km all'ora. Quando delle onde del genere arrivano vicino alle coste si alzano (perché diminuisce la profondità del mare) fino ad altezze di 40 metri e oltre. Il maremoto generato dal terremoto del Cile nel 1960, oltre a distruggere tutti i villaggi lungo 800 Km di costa, percorse 17.000 Km di Oceano Pacifico e arrivò in Giappone dopo circa 22 ore e provocò notevoli danni.

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