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Il naufragio del Bayesian

I sommozzatori dei Vigili del fuoco si preparano prima di immergersi per le complesse operazioni nel reitto sommerso del Bayesian
Data di pubblicazione
Anno:
2024

Il naufragio del Bayesian, una delle pagine più drammatiche e complesse della recente cronaca marittima italiana.

Nelle prime ore del 19 agosto 2024, il lussuoso superyacht di 56 metri battente bandiera britannica si trovava ancorato a circa mezzo miglio dal porto di Porticello, una frazione marinara di Santa Flavia nei pressi di Palermo. A bordo dell'imbarcazione viaggiavano ventidue persone, tra passeggeri ed equipaggio. Intorno alle quattro del mattino, la zona fu investita da improvvise e fortissime raffiche di vento che scatenarono una tempesta capace di far affondare il veliero in pochissimi minuti.

La macchina dei soccorsi si attivò immediatamente nel cuore della notte. Quindici persone furono state tratte in salvo nelle prime fasi successive al disastro, tra cui Angela Bacares, moglie del magnate britannico Mike Lynch, e una bambina di un anno protetta dalla madre tra le onde. Il bilancio finale contò sette vittime accertate. Tra i corpi recuperati c'erano lo stesso Mike Lynch, sua figlia Hannah di diciotto anni, il presidente della Morgan Stanley International Jonathan Bloomer insieme alla moglie Judith, l'avvocato statunitense Chris Morvillo con la moglie Neda e lo chef di bordo Thomas Recaldo.

Le operazioni nel veliero, ormai adagiato sul fondo del mare, furono condotte dai sommozzatori e dagli speleosub dei Vigili del Fuoco, giunti da diverse parti d'Italia per operare in uno scenario estremo. L'intervento è stato strutturato con turni di immersione serrati, poiché a cinquanta metri di profondità i subacquei potevano rimanere sul relitto solo per dodici minuti a ogni discesa prima di dover risalire per la decompressione. Il lavoro all'interno dello yacht si è rivelato un labirinto oscuro e pericoloso. Lo scafo inclinato di novanta gradi aveva completamente alterato la percezione dello spazio, trasformando i corridoi in pozzi verticali e le porte in passaggi impraticabili. Ogni spostamento all'interno è stato eseguito nuotando al buio totale, legati a un filo di Arianna per non perdere l'orientamento, tra pannelli divelti, arredi fluttuanti e specchi interni che riflettevano le torce disorientando costantemente gli operatori.

Le testimonianze e le sensazioni dei Vigili del Fuoco che si sono alternati negli abissi restituiscono la drammaticità di quei momenti. Giuseppe Frison, capo della squadra dei sommozzatori, ha spiegato come l'intervento nel relitto del Bayesian abbia rievocato dolorosamente le stesse identiche sensazioni provate anni prima durante il disastro della Costa Concordia, a causa degli spazi confinati, degli arredi ribaltati e delle enormi difficoltà di penetrazione. I subacquei hanno descritto lo strazio di trovare i corpi delle vittime concentrati quasi tutti nelle cabine superiori del lato sinistro, l'ultimo a essere sommerso, segno evidente che i passeggeri avevano cercato disperatamente sacche d'aria fino all'ultimo istante prima di essere sopraffatti dall'acqua. Giuseppe Petrone, responsabile nazionale del servizio sommozzatori dei Vigili del Fuoco, ha confessato come il recupero del corpo della giovane Hannah Lynch abbia scosso profondamente l'intera squadra, lasciando un segno emotivo indelebile in tutti gli operatori nonostante la loro lunghissima esperienza in scenari di catastrofe.

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