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Un inferno di fango travolge la Versilia

I Vigili del fuoco sui siti dell'alluvione in Versilia del 1996
Data di pubblicazione
Categoria
Notizia storica
Anno:
1996

Nella mattina del 19 giugno 1996, violentissimi nubifragi si scatenarono su un’area compresa tra le Alpi Apuane e la costa, interessando tutto l'alto bacino dei torrenti Serra e Vezza e la parte alta del torrente Turrite di Gallicano. In poche ore caddero oltre 470 mm di pioggia, una quantità d’acqua che normalmente si registra in sei mesi.

Si scatenò un cataclisma senza precedenti dall’impatto devastante. I fiumi Versilia e Vezza, gonfiati dalle piene, ruppero gli argini con furia cieca travolgendo case, strade e vite umane. Il bilancio finale fu un bollettino di guerra: 13 morti, 67 feriti e circa 1.500 persone rimaste senza un tetto, con il paese di Cardoso quasi cancellato dalla mappa geografica.

Mentre il fango invadeva i piani terra delle abitazioni e le frane isolavano intere frazioni montane, i Vigili del Fuoco arrivarono sul luogo del disastro pronti a fronteggiare l'imprevedibile in condizioni proibitive in uno scenario in cui ogni riferimento era sparito sotto metri di detriti e macerie.

Squadre di Vigili del fuoco giunsero da tutta la Toscana e dalle regioni limitrofe con specialisti e mezzi per soccorrere la popolazione. Con gli elicotteri furono recuperate le persone rifugiate sui tetti per scampare alla furia delle acque, a terra i sommozzatori sfidavano le correnti limacciose per ispezionare le abitazioni, altre squadre monitoravano i fronti franosi attivi che minacciavano di abbattersi sui centri abitati.

Il senso di un impegno che andava ben oltre il dovere professionale si ritrova nelle testimonianze dell’epoca. Un cronista del quotidiano La Nazione, nei giorni caldi dell'emergenza, scriveva: "Vedi questi uomini con le divise blu ormai diventate marroni, che non dormono da quarantotto ore. Li vedi passare bambini di mano in mano oltre i canali di scolo, con una delicatezza che contrasta con la brutalità di ciò che li circonda. Senza di loro, oggi conteremmo il doppio delle croci”.
Il sindaco di uno dei comuni più colpiti dichiarò durante una delle prime commemorazioni: "I Vigili del Fuoco sono stati la nostra spina dorsale quando tutto sembrava cedere. Hanno lavorato nel silenzio, portando non solo attrezzature, ma la speranza che si potesse ricominciare".

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