19 giugno 1938: nasce il primo elmetto nazionale dei Vigili del Fuoco italiani
Tra i simboli più riconoscibili dei Vigili del Fuoco vi è senza dubbio l'elmetto, elemento essenziale dell'equipaggiamento di servizio e immagine stessa del soccorso tecnico urgente. Oggi gli elmetti utilizzati dal Corpo Nazionale sono il risultato di decenni di evoluzione tecnologica e di studi sulla sicurezza, ma la storia dell'elmetto dei Vigili del Fuoco italiani ha una tappa fondamentale: il 19 giugno 1938, quando fu realizzato il primo modello di elmetto nazionale destinato ai pompieri italiani, noto come Modello 38 (o più brevemente M.38).
Negli anni Trenta i servizi antincendio italiani erano ancora organizzati su base comunale, con dotazioni che variavano sensibilmente da città a città. Ogni corpo disponeva spesso di uniformi ed equipaggiamenti propri, con differenze anche significative negli elmetti utilizzati durante il servizio.
La realizzazione di un modello nazionale rappresentò quindi un importante passo verso l'uniformità operativa e l'identità comune dei pompieri italiani. L'elmetto non era soltanto uno strumento di protezione, ma anche un segno distintivo che rendeva immediatamente riconoscibili gli operatori impegnati negli interventi di soccorso.
L'elmetto del 1938, prodotto dalla ditta Bergomi di Milano, rifletteva le difficoltà in cui si trovava allora il Regno d’Italia, colpito dalle sanzioni internazionali. Era realizzato in cuoio bollito, presentava una cresta ornamentale e un fregio frontale in ottone che riportava il numero del comando provinciale e un’imbottitura interna in pelle. La forma richiamava quella di altri elmetti da pompieri europei e pur offrendo una prima protezione contro il crollo di piccoli detriti, l’elmo mostrava i propri limiti di fronte alle fiamme e all’usura del tempo.
Sebbene oggi possa apparire semplice rispetto agli attuali dispositivi realizzati con materiali compositi ad alta resistenza, l'elmetto del 1938 costituì un primo significativo passo per la sicurezza degli operatori.