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Alluvione delle Cinque Terre del 2011

L'alluvione alle CInque Terre del 2011
Data di pubblicazione
Categoria
Notizia storica
Anno:
2011

Nel mese di ottobre 2011, una serie di piogge eccezionalmente intense colpì le Cinque Terre: il 25 ottobre, in sole sei ore, sulle province di La Spezia e Massa Carrara caddero oltre 500 mm di pioggia, provocando la piena dei fiumi Vara e Magra e l'esondazione improvvisa di torrenti e ruscelli. È una delle più grandi alluvioni che si ricordano nella storia delle Cinque Terre.
13 persone persero la vita, gli sfollati furono 1183, i danni si calcolarono in centinaia di milioni di euro.
I centri più colpiti furono Borghetto di Vara, Brugnato, Bonassola, Levanto, Rocchetta Vara, Monterosso al Mare, Vernazza in provincia della Spezia e Aulla in provincia di Massa--Carrara.

Tutto ebbe inizio nella prima mattinata del 15 ottobre quando la perturbazione si concentrò nell'estremo levante della Liguria e sulla Lunigiana. L’enorme quantità d’acqua caduta in poche ore provocò l’esondazione di torrenti e affluenti, con conseguenti ondate di piena incontrollate. I borghi di Vernazza e Monterosso furono investiti da un’enorme quantità di fango e detriti, le loro viuzze trasformate letteralmente in fiumi in piena.

Ingenti i danni alle infrastrutture, le comunicazioni tra i vari centri della costa divennero subito difficilissime, se non impossibili. Una frana sulla carreggiata sud causò la chiusura del tratto autostradale dell'A12 tra Sestri Levante e Deiva Marina; la strada statale Aurelia fu interrotta da molteplici smottamenti mentre un crollo a Vernazza bloccò anche la ferrovia Genova – La Spezia. Le telecomunicazioni si interruppero mentre decine di paesini della Val di Vara divennero raggiungibili solo con l’elicottero.

Il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco intervenne prontamente, lavorando senza sosta per evacuare i turisti e gli abitanti intrappolati in abitazioni e attività commerciali, sommerse dall'acqua e dal fango.
A causa delle frane che rendevano impraticabili le strade, furono mobilitate squadre specializzate, tra cui i sommozzatori, che intervennero via mare partendo da La Spezia. Oltre 2000 gli interventi effettuati dal personale dei Vigili del fuoco, con l'impiego di elicotteri e mezzi movimento terra, il coinvolgimento di specialisti sommozzatori e SAF (Speleo Alpino Fluviale) e nuclei cinofili. Particolari difficoltà operative sono state causate dalla mancanza di collegamenti stradali che hanno determinato la necessità di ricorrere a trasporti via mare e via ferrovia per personale, mezzi e materiali.
Le condizioni più critiche si verificarono a Vernazza e Monterosso, dove il fango invase le vie principali, compromettendo gravemente le infrastrutture.

Dopo la fase di soccorso, i Vigili del fuoco riorganizzarono il loro posizionamento sul territorio e le operazioni si concentrarono sulla bonifica dei paesi, liberando le strade dal fango e dai detriti e lavorando al ripristino delle vie di comunicazione, e nell’assistenza alla popolazione.

Anche in quest’occasione non mancò l'impegno di migliaia di volontari che si mossero per aiutare la popolazione colpita. Tra loro, quelle che vennero definite le 'fasce rosse', quasi quattrocento giovani che utilizzarono una fascia rossa al braccio riproducendo un'antica usanza del movimento operaio lunigianese.

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