Il disastro aereo di Linate del 2001
L’8 ottobre 2001, l’aeroporto di Milano-Linate fu teatro di una delle più gravi tragedie aeree mai avvenute in Italia.
Quella mattina, una fitta nebbia avvolgeva lo scalo milanese, riducendo drasticamente la visibilità e contribuendo a creare condizioni estremamente pericolose per i movimenti degli aeromobili a terra.
Il volo Scandinavian Airlines System (SAS) SK 686, un McDonnell Douglas MD-87, diretto a Copenaghen, era in fase di decollo con a bordo passeggeri ed equipaggio. Contemporaneamente, un piccolo aereo privato Cessna Citation CI2, che avrebbe dovuto raggiungere un’altra area dell’aeroporto, a causa di un’errata comunicazione e con il radar di terra fuori uso imboccò contromano la pista attiva.
Alle 8.10, la fatale collisione. Il Cessna fu investito dall’aereo di linea e si spezzò; l’aereo di linea, a causa dell’impatto, uscì dalla pista e si schiantò contro un edificio adibito alla movimentazione dei bagagli a una velocità di circa 257 km/h, innescando un violento incendio alimentato dal carburante fuoriuscito.
Il bilancio fu drammatico: 118 persone persero la vita, tra passeggeri, membri degli equipaggi e lavoratori presenti nell’area aeroportuale. Non ci furono superstiti.
I Vigili del Fuoco intervennero prontamente e dovettero affrontare condizioni particolarmente difficili: non solo la nebbia limitava la visibilità, ma l'intensità dell'incendio alimentato dal carburante degli aeromobili, e il fumo prodotto dalle fiamme ostacolava l'orientamento e rendeva pericoloso avvicinarsi ai relitti. A ciò si aggiungevano la presenza dei detriti sparsi sulla pista e il rischio legato alla combustione del carburante aeronautico che avrebbe potuto innescare ulteriori esplosioni.
Purtroppo, la gravità dell'incidente non lasciò possibilità di salvare le persone a bordo dei due aerei. La ricerca e il recupero delle vittime e la messa in sicurezza dell’area richiesero un'attività prolungata, anche per la necessità di preservare le zone coinvolte e rendere possibile lo svolgimento delle successive verifiche tecniche e investigative. La collaborazione tra le diverse componenti del sistema di emergenza fu determinante per organizzare le operazioni in uno scenario caratterizzato da distruzione, fumo, scarsa visibilità e una situazione umana estremamente dolorosa.
L'incidente di Linate mise in evidenza quanto la sicurezza aeroportuale dipenda da un sistema complesso, nel quale ogni elemento deve funzionare correttamente. Negli anni successivi furono rafforzati diversi aspetti della sicurezza aeroportuale in Italia, con interventi specifici sui sistemi di controllo dei movimenti a terra, sulle procedure operative, sulla segnaletica e sulla gestione del rischio. Linate divenne così un doloroso monito per una cultura della prevenzione condivisa e diffusa.
Il comando provinciale di Milano è insignito della Medaglia d'Argento al Valor Civile
Il 20 novembre 2003, il comando provinciale dei Vigili del fuoco di Milano è stato insignito della Medaglia d'Argento al Valor Civile per l'opera di soccorso portata a Linate dopo lo scontro degli aerei. L'onorificenza è stata conferita con Decreto del Presidente della Repubblica, con la seguente motivazione:
"In occasione di violenti incendi sviluppatisi presso il deposito bagagli dell'aerostazione di Linate e in un edificio adiacente alla stazione ferroviaria di Milano Centrale, il personale del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Milano, con eccezionale coraggio e grande perizia, ha operato per domare le fiamme e portare in salvo numerose persone, limitando i danni a cose e persone. Preclaro esempio di virtù civica e di abnegazione."