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Il sacrificio di Gino Arosio

Il Vigili del fucoo volontario Gino Arosio caduto nell'adempimento del suo dovere
Data di pubblicazione
Categoria
Notizia storica
Anno:
1978

Era la mattina di domenica 23 gennaio 1977, quando l’allarme risuonò al distaccamento di Lissone: un incendio devastante stava divorando una fabbrica della zona specializzata nella produzione di materie plastiche e rivestimenti sintetici. Un fumo nero, denso e acre, si alzava contro il cielo della Brianza.
Gino Arosio, vigile del fuoco volontario di soli 31 anni, non esitò. Come faceva ogni volta che la sirena chiamava, lasciò i propri affetti per correre incontro al pericolo.

Durante le frenetiche operazioni di spegnimento e contenimento del rogo, mentre le fiamme avvolgevano i capannoni, sprigionando gas tossici e calore insopportabile, il crollo di una struttura o una delle insidie nascoste tra le lamiere roventi, lo colpì mortalmente.
Nonostante il tempestivo intervento dei compagni, per Gino non ci fu nulla da fare. La notizia della sua scomparsa si diffuse rapidamente, gettando nel lutto l’intera comunità lissonese e il comando dei Vigili del Fuoco.
Gino Arosio non era solo un vigile del fuoco; era un uomo stimato, un cittadino esemplare che incarnava i valori del volontariato puro. In quegli anni, il distaccamento di Lissone rappresentava un punto di riferimento vitale per un territorio in piena espansione industriale, e Gino ne era una colonna portante.

L’incidente impose una seria riflessione sulla pericolosità degli insediamenti industriali situati vicino ai centri abitati. L'episodio contribuì a spingere per l'adozione di normative più severe sulla prevenzione incendi e sullo stoccaggio di materiali polimerici, integrandosi nel clima di riforma che proprio in quegli anni, a seguito del disastro di Seveso del 1976, stava cambiando il volto della sicurezza industriale in Italia.

Oggi, a distanza di quasi cinquant'anni, la memoria di Gino Arosio resta viva nella comunità di Lissone e il suo esempio continua ad ispirare e a sostenere il lavoro quotidiano dei suoi successori. Ricordare Gino significa ricordare tutti i "pompieri" che, ieri come oggi, mettono la vita degli altri davanti alla propria, spesso nel silenzio e nell'ombra.

Il suo sacrificio è stato riconosciuto ufficialmente con il conferimento della Medaglia d'Oro al Merito Civile il 15 aprile 1978.

 

La Medaglia d'Oro al Merito Civile a Gino Arosio

Motivazione: "Accorreva volontariamente, in occasione di un violento incendio sviluppatosi in una fabbrica di materie plastiche per coordinare le operazioni di spegnimento. Mentre svolgeva la propria opera con generosa abnegazione, rimaneva vittima di un incidente. Magnifico esempio d'incondizionata dedizione al dovere spinta fino all'estremo sacrificio". Lissone (Milano), 23 gennaio 1977.

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