Il terremoto del Molise del 2002 e la tragedia di San Giuliano di Puglia
Tra il 31 ottobre e il 2 novembre 2002 diverse scosse di terremoto investirono il Molise e parte della Puglia. Il sisma ebbe il suo epicentro tra i comuni di Santa Croce di Magliano, S. Giuliano di Puglia e Larino, in provincia di Campobasso.
La scossa più violenta di magnitudo 5.7, con conseguenze corrispondenti all'VIII-IX grado della scala Mercalli, fu registrata alle 11.32 del 31 ottobre e localizzata nella zona del basso Molise, a nord-est della provincia di Campobasso, tra i Monti Frentani e la valle del Fortore. Ebbe una durata di 60 secondi e fu avvertita distintamente nell'intero Molise, nel Foggiano, in provincia di Chieti e fu percepita fino nelle Marche, a Bari, Brindisi a Roma, a Potenza, a Napoli e Salerno, a Taranto.
L’episodio più tragico si registrò a San Giuliano di Puglia dove collassò il solaio di copertura del complesso scolastico Francesco Jovine, che comprendeva scuola materna, elementare e media. Sotto le macerie della struttura rimasero intrappolati 57 bambini, 8 insegnanti e un bidello.
I Vigili del fuoco, i volontari della protezione civile e gli abitanti del luogo scavarono ininterrottamente per tutto il giorno alla ricerca dei sopravvissuti, fino all’alba di venerdì 1° novembre, quando i soccorritori estraggono vivo dalle macerie Angelo, l’ultimo dei superstiti.
Il bilancio finale è tragico: 27 bambini e 2 maestre perirono nel crollo, la prima elementare, la classe dei bambini di San Giuliano nati nel 1996, non esiste più.
Il terremoto provocò complessivamente 30 morti, circa 100 feriti e quasi 3.000 sfollati nella sola provincia di Campobasso. Anche nella provincia di Foggia ci furono numerosi sfollati e una decina di comuni riportarono danni di rilievo ad edifici storici e abitazioni.
Dopo la tragedia di San Giuliano, che indignò e commosse tutto il Paese, si è provveduto a stilare una nuova mappa del rischio sismico: il territorio nazionale è suddiviso in quattro zone a pericolosità decrescente, eliminando di fatto quelle non classificate. In questo modo nessuna area del nostro Paese è considerata immune dal rischio sismico. Inoltre, si definì quali edifici pubblici avrebbero dovuto essere sottoposti ad interventi di adeguamento alle norme di sicurezza antisismiche. La scuola Jovine oggi è stata ricostruita mediante l'utilizzo di tecniche innovative e, soprattutto, curando la protezione sismica della struttura. Nella nuova scuola, è stato utilizzato il cosiddetto isolamento sismico, una tecnica testata in Giappone e in Cina che riesce a garantire una protezione pressoché totale anche in caso di terremoti molto intensi.