La Marea Record del 2019 a Venezia e l'intervento dei Vigili del Fuoco
La notte tra il 12 e il 13 novembre rimarrà impressa a lungo nella memoria dei veneziani e nella storia della città lagunare: un'acqua alta eccezionale sommerse Venezia, raggiungendo la misura drammatica di 187 centimetri a Punta della Salute, il secondo valore più alto mai registrato dopo i 194 centimetri dell'alluvione del 1966.
La furia della marea e del vento trasformò calli e piazze in fiumi in piena, seminando devastazione e terrore. La Basilica di San Marco subì danni ingenti, con l'acqua che penetrò non solo dal pavimento ma anche dalle finestre, invadendo le tombe dei patriarchi. Danni incalcolabili si registrarono a tutto il patrimonio culturale e anche in abitazioni private e attività commerciali. L'emergenza causò la morte di due persone, vittime di incidenti legati all'evento meteo estremo.
In questo scenario catastrofico, i Vigili del Fuoco hanno assunto un ruolo preminente nel dispositivo di soccorso e di Protezione Civile, intervenendo con un notevole dispiegamento di forze e mezzi. Fin dalle prime ore dell'emergenza, le squadre hanno lavorato incessantemente, effettuando oltre 170 interventi solo in Veneto e più di un centinaio nel solo centro storico di Venezia.
Il loro operato si è concentrato su molteplici fronti, in particolare: per il salvataggio di cittadini rimasti isolati o rifugiatisi su imbarcaderi e piani superiori; per domare diversi incendi scoppiati a causa del malfunzionamento e dell'allagamento delle cabine elettriche, come quello al museo Ca' Pesaro e in un edificio commerciale al Lido, una criticità acuita dalla presenza dell'acqua salmastra; per liberare, con il supporto dei nuclei sommozzatori, la circolazione in acqua a causa di natanti affondati o che avevano rotto gli ormeggi. Un aiuto particolare è stato portato dall'elicottero Drago 71, impiegato per sopralluoghi sull'isola di Pellestrina, completamente sommersa, e per l'individuazione di aree idonee per l'installazione di pompe ad alta capacità di aspirazione.
La presenza sul luogo delle operazioni dell’allora Capo del Corpo nazionale, Fabio Dattilo, sottolineò la particolare gravità della situazione e servì da supporto all'azione delle squadre impegnate sul campo. Il lavoro dei Vigili del Fuoco, pur in un contesto di allarme massimo, fu cruciale per la gestione delle criticità immediate, per alleviare la sofferenza della popolazione e per avviare la complessa opera di messa in sicurezza e ripristino.