L'alto Piemonte sommerso dalle acque
Nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 2020 una violentissima perturbazione colpì l’alto Piemonte, in particolare le vallate alpine.
Strade trasformate in torrenti, ponti danneggiati, abitazioni isolate e centinaia di persone costrette a lasciare le proprie case. In prima linea i Vigili del fuoco, impegnati per ore nei soccorsi e, nei giorni successivi, nell’assistenza alle comunità ferite dall’alluvione. Nel complesso, l’evento provocò due morti e 10 dispersi, e ingenti danni alle infrastrutture e alle varie attività.
Nella notte tra venerdì 2 e sabato 3 ottobre 2020 l'ondata di maltempo legata alla tempesta denominata Alex investì il Nord-Ovest italiano e in poche ore mise in ginocchio vaste porzioni dell'entroterra piemontese. Le conseguenze furono particolarmente pesanti nelle province di Cuneo, Biella, Vercelli, Novara e Verbano-Cusio-Ossola. I corsi d'acqua si ingrossarono rapidamente, in alcuni casi oltrepassando gli argini; diverse strade vennero sommerse o interrotte da frane e smottamenti, e numerosi collegamenti con le vallate rimasero difficili o impossibili.
Il carattere improvviso dell'emergenza rese particolarmente complessi i soccorsi, in molte località l'acqua aveva invaso le strade rendendo impossibile l'utilizzo dei normali mezzi di collegamento. I Vigili del fuoco del Piemonte, affiancati dai colleghi giunti da altre regioni e dai reparti specializzati, furono impegnati per tutta la notte e nelle ore successive.
Le operazioni comprendevano il raggiungimento di persone rimaste isolate, l'evacuazione degli abitanti dalle zone più pericolose, il recupero di automobilisti in difficoltà e la verifica degli edifici minacciati dall'acqua.
Particolarmente importante fu l'impiego dei sommozzatori, delle squadre dei soccorritori fluviali e alluvionali, degli operatori specializzati nel soccorso in ambiente impervio. Quando le condizioni meteorologiche e la situazione del territorio lo permisero anche gli elicotteri intervennero nelle operazioni di soccorso e recupero.
Quando l’acqua si ritirò, per i Vigili del fuoco iniziò una seconda fase dell'emergenza: assistere la popolazione e rendere nuovamente accessibili i territori. Le squadre furono impegnate nel prosciugamento di locali allagati, nella rimozione del fango e dei detriti, nel controllo delle strutture danneggiate e nel ripristino delle condizioni minime di sicurezza. In numerosi centri la figura del vigile del fuoco divenne, per gli abitanti, non soltanto «chi ci ha tirato fuori dall'acqua» ma colui che dava indicazioni per luoghi sicuri, chi assisteva le persone evacuate, chi aiutava nel recupero dei beni dalle abitazioni allagate, chi assicurava la presenza durante quelle ore difficili.