L’intervento dei Vigili del fuoco per l’esplosione nel porto di Beirut il 4 agosto 2020

Il 4 agosto 2020 nell’area del porto di Beirut avvenne una violentissima esplosione che causò 218 morti, 7000 feriti e danni notevoli alla città. Le autorità stimarono che quasi 300.000 persone rimasero senza casa a causa del disastro.
L’esplosione principale, registrata alle 18:08 del 4 agosto, fu innescata da 2750 tonnellate di nitrato d'ammonio che erano state confiscate nel 2014 da parte del governo libanese e che da allora erano depositate nel porto senza particolari misure di sicurezza.
A poche ore dallo scoppio, nell’ambito del Meccanismo Europeo di Protezione Civile, fu inviato a Beirut in supporto ai soccorritori locali un team di 14 Vigili del fuoco esperti nel rischio NBCR (Nucleare Biologico Chimico Radiologico) e per la valutazione della stabilità di edifici lesionati.
Spenti gli ultimi focolai sulla nave scagliata dalla forza dell'esplosione sulla banchina del porto, i vigili del fuoco hanno verificato la qualità dell’aria all’interno, escludendo la presenza di sostanze pericolose e consentendo così l'ingresso alle squadre locali per l’ispezione.
Nel contempo, ingegneri strutturisti del Corpo Nazionale hanno effettuato verifiche su edifici d’interesse distanti dall’area più colpita, riscontrando per lo più danni alle parti esterne, come pannelli e, soprattutto, vetrate.
Durante la missione, gli esperti NBCR dei Vigili del fuoco italiani, operativi a Beirut insieme agli altri team europei, hanno svolto attività di campionamento e monitoraggio delle acque marine, del suolo e dell'aria intorno al cratere dell'esplosione, per rilevare agenti chimici eventualmente dispersi.